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Sintomi vaghi e aspecifici (Medically Unexplained Symptoms, MUS)
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Sintomi vaghi e aspecifici (Medically Unexplained Symptoms, MUS)

Care Amiche ed Amici,

continuiamo nell’ approfondimento dei nuovi strumenti che utilizzo nel mio Studio, capaci di “leggere “ il vostro stato psico- fisico. Sono strumenti validati dal punto di vista medico- scientifico, non invasivi (possono sostituire la Moc, la Dexa, leggono valori sostitutivi di esami dl laboratorio).

Sono un efficacissimo strumento per prevenire invecchiamento e malattie degenerative, supportano sportivi nelle loro discipline, ma sono rivolti anche a chi, come me, cerca di rimanere in uno stato di salute anche nei prossimi, lunghissimi anni che ho ancora davanti

Riporto le indicazioni dell’ Ing D. Boschiero, creatore di questo meraviglioso sistema.

Vi aspetto!

 

Nella maggior parte delle visite effettuate presso gli ambulatori di Medicina Generale, il medico concentra la sua attenzione su dati clinici conclamati, caratterizzati da una sintomatologia chiaramente riconoscibile. Altri sintomi, che potrebbero essere definiti vaghi, quali stanchezza cronica, disturbi del sonno o dell’appetito, irritabilità del colon o stipsi, disturbi del tono o dell’umore, sindromi dolorose aspecifiche ecc., sono invece talvolta sottovalutati. Questi sintomi restano in gran parte non spiegati, non vengono cioè ricondotti alla precisa causa, patologia o disturbo. Nella letteratura anglosassone sono identificati con l’acronimo “MUS”, Medically Unexplained Symptoms.

L’insorgenza dei MUS nei pazienti della medicina generale va facendosi sempre più frequente, ed in diverse occasioni sono state sottolineate le difficoltà insite nel trattamento di questi sintomi, sia da un punto di vista diagnostico che, conseguentemente, terapeutico. Diviene quindi rilevante sottolineare il rischio che può celarsi dietro ad una diagnosi di natura psicosociale che, determinata dall’oggettiva difficoltà dell’indagine medica, può far sì che vengano trascurate delle patologie nascoste .

La maggior parte delle pubblicazioni sull’argomento descrive una situazione la cui complessità ha inizio già dal colloquio con il paziente, che difficilmente riesce a comunicare in modo preciso i suoi stessi disagi e sintomi. Non sembrano particolarmente convincenti i vari strumenti di classificazione tradizionali, basati su interviste ai pazienti [12], che, proprio a causa dell’assenza di dati concretamente misurabili, difficilmente possono sfuggire alla soggettiva percezione del paziente. Un significativo passo in avanti, nella valutazione dell’impatto dei MUS, può essere invece compiuto qualora a questo tipo di interviste si affianchino degli strumenti precisi in grado di fornire misurazioni oggettive (vedi TomEEx – Tomografia Elettrolitica Extracellulare, BIA-ACC – Analisi Clinica Avanzata della Composizione Corporea e PPG Stress Flow – Analisi, monitoraggio e biofeedback del sistema nervoso autonomo e della variabilità della frequenza cardiaca) di parametri espressivi dello stato di salute del paziente.

 

Il ruolo dell’asse HPA e dell’infiammazione cronica

Il ritmo circadiano della secrezione del cortisolo rappresenta per il corpo un importante fattore endogeno di sincronismo, e dovrebbe essere armonizzato con il contingente stato di ricettività delle cellule e con le esigenze dell’organismo. In un soggetto sano infatti, la secrezione di CRH (ipotalamo) ed ACTH (ipofisi) sono particolarmente sensibili all’abbassamento notturno del livello di cortisolo , in modo da indurre all’acrofase (momento di massima concentrazione) del ritmo circadiano del cortisolo circa mezz’ora dopo il risveglio, promuovendo la risposta e l’adattamento dell’organismo allo stress; l’aumento del livello del cortisolo, recepito dall’ipofisi, provoca a sua volta la progressiva diminuzione della secrezione di ACTH (regolazione retroattiva dell’HPA) e quindi il conseguente abbassamento dell’attività delle ghiandole surrenali e della secrezione del cortisolo. Un’alterazione del ritmo circadiano dei glucocorticoidi però, ed in particolare un anomalo appiattimento del livello del cortisolo (quando, cioè, la sua secrezione risulti persistente nel tempo) legato ad una condizione di stress cronico dell’asse HPA (HPA axis index – BIA-ACC), si correla all’insorgenza di molte forme patologiche, da qui l’esigenza di uno strumento pratico in grado di valutare la capacità di reazione e retroazione dell’asse HPA (BIA-ACC – Analisi Clinica Avanzata della Composizione Corporea).

Gli studi sulle relazioni tra diverse condizioni patologiche e gli squilibri dell’asse HPA sono numerosi, ed hanno riscontrato evidenti legami tra livelli anomali di glucocorticoidi e patologie molto disparate, quali depressione , ansia ed attacchi di panico , deficienza dell’ippocampo e relativa diminuzione delle capacità mnemoniche , disturbi del sonno , sindrome da affaticamento cronico (CFS) , fibromialgie e patologie autoimmuni , colon irritabile , ipertensione , disturbi alimentari ed obesità , forme reumatiche ,  ecc. L’attivazione persistente dell’asse HPA (HPA axis index: Flat Low/High – BIA-ACC) può a sua volta essere causata dalla cronicizzazione di processi infiammatori ; l’azione antinfiammatoria dei glucocorticoidi è però in questi casi destinata a declinare rapidamente anche a causa dello squilibrio rispetto alla ricettività delle cellule, mentre resteranno a carico dell’organismo l’aumento del livello dei glucocorticoidi, e l’alterazione dei relativi ritmi circadiani.

L’infiammazione cronica, dal punto di vista idroelettrolitico, è caratterizzata localmente da un aumento degli elettroliti extracellulari e da una perdita di elettroliti intracellulari e, a livello sistemico, da una disidratazione con perdita di elettroliti richiamati nei distretti infiammati, in quanto utili per il mantenimento stabile del pH extracellulare. Il persistere di questa perdita sistemica comporta un abbattimento delle riserve degli elettroliti, ed in particolare dei sistemi tampone fosfato e bicarbonato . Lo scompenso ionico nei distretti infiammati porta, perdurando, ad un’alterazione del potenziale di membrana (determinato dalla differenza nella concentrazione degli elettroliti dentro e fuori dalla cellula), che può arrivare sino all’inversione della polarità.

 

Regolazione idroelettrolitica in presenza di infiammazione cronica

Per riportare l’asse HPA alla condizione fisiologica è necessario regolare l’equilibrio ionico nei distretti soggetti ad infiammazione cronica, al fine di normalizzare la secrezione di glucocorticoidi e poterne quindi ristabilire i ritmi circadiani fisiologici. Le zone affette da processi infiammatori cronici sono caratterizzate da un alto livello di scambio ionico, e perciò da un flusso di corrente tale da generare un campo elettromagnetico . Per favorire l’azione strumentale sono ovviamente necessarie un’adeguata idratazione e la disponibilità preventiva, a livello sistemico, degli elettroliti fondamentali quali bifosfati, bicarbonati, magnesio, potassio e calcio .

 

Autore: Dario Boschiero –

HEG (Hemoencephalography): cos’è

Da oggi è disponibile in studio l’HEG – Hemoencephalography, innovativo dispositivo medico non invasivo di BioTekna, in grado di valutare la funzionalità della corteccia prefrontale (PFC) in relazione ai processi cognitivi ed emozionali.

L’HEG permette di misurare l’attività metabolica dell’accoppiamento neuro vascolare della PFC e inoltre, grazie al Neurofeedback attraverso uno specifico training, incrementa il flusso sanguigno e l’ossigeno nella corteccia prefrontale (PFC), aumentando così le connessioni neuronali, con un miglioramento rapido della plasticità e di tutte le funzioni della PFC.

 

INFORMAZIONI

 

Il dispositivo medico HEG, grazie a una tecnologia non invasiva di misurazione pletismografica sulla fronte delle persone, permette di analizzare in modo complessivo l’attività della Corteccia Prefrontale e intervenire con attività di neurofeedback.

L’esame condotto dallo strumento ha una durata di pochi minuti e permette lo studio e il monitoraggio diretto di tutte le funzioni della Corteccia Prefrontale e dei relativi processi di neurofeedback, oltre a favorire i processi di diagnosi differenziale dei disturbi e delle patologie correlati allo stress e infiammazione cronica.

L’HEG è un innovativo sistema non invasivo che misura i cambiamenti della concentrazione di emoglobina e ricostruzione spaziale della Corteccia Prefrontale PFC.

Permette di misurare ed analizzare l’attivazione della PFC in relazione ai processi cognitivi ed emozionali e di studiare la connettività funzionale della corteccia prefrontale attraverso analisi automatiche delle risposte a specifici stimoli.

HEG è anche un sistema di interventistica a Neurofeedback che aiuta a migliorare le funzioni cerebrali attraverso uno specifico training che porta a incrementare il flusso sanguigno e ossigeno nella corteccia prefrontale e recuperare le 9 funzioni primarie della PFC.

HEG può essere complementare ad altri metodi di imaging basati sulla risposta emodinamica come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e la tomografia a emissione di positroni (PET).

Questa metodica può essere utilizzata per l’attivazione dell’immagine e la connettività funzionale nella corteccia prefrontale in soggetti esposti a test cognitivi / emotivi / stressor.

 

APPLICAZIONI

 

Dai contesti clinici, a quelli sportivi, alla psicologia clinica, a tutte le attività di studio, ricerca e lavoro in ambito delle neuroscienze, l’analisi della Corteccia Prefrontale e tutta attività di NeuroFeedback offre un ausilio di rilievo in una crescente varietà di applicazioni:

  • analisi e monitoraggio della Sindrome Prefrontale o Ipofrontalità
  • traumi cranici
  • patologie dell’invecchiamento (compreso quelle fisiche)
  • ictus cerebrale (area lobo frontale)
  • stress cronico e patologie correlate
  • tumori cerebrali
  • morbo di Alzheimer
  • demenze (di vario tipo)
  • degenerazione del lobo frontale (demenza lobo frontale) quadro clinico caratterizzato da modificazioni della personalità, mancanza critica e progressiva disgregazione del linguaggio
  • atrofia della PFC (CBF basso o scarsa ossigenazione)
  • disfunzioni metaboliche
  • importanti alterazioni della composizione corporea
  • intossicazioni
  • patologie da origine virale o batterica
  • lobectomia frontale
  • malattia di Pick (demenza degenerativa che comporta una degenerazione cellulare del tessuto dei lobi frontali)
  • dipendenze da droghe
  • dipendenze comportamentali (esempio masturbazione compulsiva associata a visione cronica di pornografia online)
  • disturbo da gioco d’azzardo
  • dipendenza da videogiochi ed altri comportamenti ossessivi compulsivi
  • effetto cronico da micro-traumi frequenti sportivi (pugilato, MMA o arti marziali miste, football americano, rugby etc..)
  • monitoraggio della sindrome generale di adattamento e dei disturbi correlati allo stress
  • diagnostica e monitoraggio dei disturbi infiammatori cronici e delle patologie autoimmuni
  • analisi delle espressioni psicologiche e delle emozioni
  • monitoraggio e gestione della performance sportiva
  • longevità e gestione della performance psicofisica.

PPG Stress Flow: misurare lo stress

Il PPG Stress Flow è un dispositivo medico non invasivo che permette di:

misurare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), migliorandola;

analizzare e monitorare direttamente in modo complessivo e specifico l’attività del sistema nervoso autonomo (ANS) e i relativi processi di biofeedback;

favorire i processi di diagnosi differenziale dei disturbi e delle patologie a carattere infiammatorio cronico e correlate allo stress, all’ansia e ai molti disturbi psicologici da questi derivanti.

Perché la variabilità della frequenza cardiaca- HRV (Heart Rate Variability) è così importante?

Gli studi scientifici hanno evidenziato che i soggetti con un’alta HRV, cioè, un’alta variabilità della frequenza cardiaca, presentano livelli di salute più elevati e sono in grado di reagire più efficacemente agli stress, all’infiammazione e alle patologie.

I valori dell’HRV sono strettamente correlati al funzionamento dei processi emotivi, cognitivi, comportamentali e sociali: soggetti con una HRV più elevata reagiscono più efficacemente alle sollecitazioni ambientali modulando non soltanto le funzioni biologiche, ma anche quelle cognitivo-comportamentali, emozionali e sociali per adattarsi alle diverse situazioni.

Non a caso i soggetti che soffrono di depressione, ansia o sindrome da stress post-traumatico hanno valori di HRV significativamente più bassi rispetto ai soggetti sani.

Bassi valori di HRV sono evidenziati anche nei soggetti affetti da patologie croniche, come malattie cardiovascolari, diabete, artrite reumatoide o tumori; non solo, tra i pazienti affetti dalle suddette patologie, quelli che hanno valori più alti di HRV sono meno esposti a complicanze, hanno una prognosi più favorevole e sono più responsivi alle terapie, rispetto ai pazienti con valori più bassi.

Per tutti questi motivi, la misurazione dell’HRV attuata con il PPG Stress Flow rappresenta un esame diagnostico estremamente utile per valutare quantitativamente il livello di salute della persona.

Con il PPG Stress Flow si misurano i valori dell’HRV e si interviene, attraverso esercizi di biofeedback per modificare, alzandolo, il valore di partenza.

L’esame dura pochi minuti e permette la visualizzazione da parte del paziente e dell’operatore dell’andamento delle funzioni del sistema nervoso autonomo e dei relativi processi di biofeedback, favorendo la visione oggettiva e dinamica degli step e dei miglioramenti in atto grazie al lavoro di Biofeedback che si fa durante la seduta. Usato insieme all’HEG permette una rapida ed efficace modifica dei sintomi e un loro importante miglioramento.

 

​Applicazioni:

Dai contesti clinici, a quelli sportivi, alla psicologia clinica, l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca e degli indicatori dell’attività del sistema nervoso autonomo offre un ausilio di rilievo in una crescente varietà di applicazioni:

  • Monitoraggio della sindrome generale di adattamento e dei disturbi correlati allo stress;
  • Diagnostica e monitoraggio dei disturbi infiammatori cronici e delle patologie autoimmuni;
  • Analisi delle espressioni psicologiche e delle emozioni;
  • Aumento della performance sportiva;
  • Longevità e performance psicofisica;
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